#8 APPLICATION FORM: ce la faranno i nostri eroi?

07:03 Ludovica De Joannon 0 Comments

Sopravvivere a una settimana di compiti, al pranzo dell'8 dicembre e all'Application form è, per me, motivo di immensa soddisfazione. Ebbene si, CE L'HO FATTA!
Ma partiamo dal principio senza farci trascinare dall'entusiasmo.
Dall'ultimo post sono successe così tante cose che, credetemi, non basterebbe un rotolo Foxy Mega per scriverle tutte. Ma uno ci prova comunque.
APPLICATION FORM. Un nome che fa tremare ogni exchange student, ogni genitore di un exchange student e ogni coordinatore di un exchange student. Roba più complicata non potevano inventarla e,secondo me, ci si sono messi anche d'impegno. Ma veniamo al dunque: l'Application Form è una specie di prova di forza e determinazione, di coraggio e di pazienza. E' un tortuoso cammino durante il quale potreste smarrirvi, perdere l'orientamento, perdere voi stessi.
Vi troverete di fronte a un bivio: Application form cartacea e Application form online.
Beh, tra i due non so quale sia peggio ma tanto non avete scelta: metteteci mano prima che sia troppo tardi o vi troverete l'ultima notte prima del giorno di scadenza con le mani nei capelli  e gli occhi fuori dalle orbite. 
No, non sto esagerando.
La parte cartacea consiste in una serie di fogli/documenti dall'aria minacciosa che dovranno compilare i vostri genitori, il medico di base (sana come un pesce: affermativo) e la vostra professoressa d'inglese (corrompetela per ottenere una magnifica serie di: excellent); più altre tre pagine con delle domande aperte in inglese che però verranno compilate da Youabroad dopo un colloquio al telefono (almeno quello).
L'online,invece, vi causerà più problemi: essa si aprirà (se si aprirà) solamente con Mozilla (se siete fortunati forse anche con un browser meno antipatico) e, una volta aperta, si chiuderà all'improvviso senza aver salvato nulla del vostro duro lavoro. Ma non preoccupatevi la parte bella consiste nel compilarla, questa Application.
Domande su domande, dalle più oggettive alle più soggettive, dalle più sensate a quelle che,pur cercandolo, un senso non ce l'hanno. 
- Che cosa otterrebbero gli USA avendovi come ambasciatore?
Come fare? Semplice: inventate. L'immaginazione è la vostra arma più potente (insieme alla pazienza e al "mantieni la calma"). Quindi,in un modo o nell'altro, troverete l'ispirazione e partorirete,dopo un lungo travaglio, delle riposta più o meno "azzeccate".
Successivamente alle domande personali dovrete inserire una foto che vi ritragga in modo sorridente e allegro ma , dato che in quel momento proverete l'esatto opposto delle emozioni, andatela a ripescare da qualche vecchia cartella salvata nel computer di quando eravate ancora delle persone felici. Infine,ma non per importanza, vi si aprirà un'altra pagina dove inserirete la vostra lettera alla hfamily, la lettera dei vostri genitori e un messaggio introduttivo di circa cinque righe.
Dovrete,inoltre, convertire i vostri voti (terza media, primo e secondo superiore) in americano (A+,A,B...) e, dopo aver creato l'account Flickr con una ventina di foto che vi immortalino in momenti gioiosi della vostra esistenza, invierete tutto alla vostra "tutor" e tirerete un sospiro di sollievo. (Avrò sicuramente scordato qualcosa ma vi ho fatto un quadro generale,più o meno).
Nel frattempo, tra imprecazioni varie dovute al numero illegale di vaccinazioni da fare, dovrete prepararvi psicologicamente all'Eltis test.
Il mio si è tenuto a Roma, il 4 (mi pare) dicembre alle 17:00.
Dopo aver navigato (pioveva troppo) fino alla stazione, io e mia madre troviamo posto in treno davanti a un tipo dalle dimensioni di Hagrid il guardiacaccia (abbiamo scoperto dopo che era uno chef), il quale teneva il telefono in una posizione ambigua come se ci stesse facendo le foto. Ma vabbè, al peggio non c'è mai fine.
Infatti, dopo essere arrivate a Roma ci siamo perse e, una volta raggiunta la sede di Youabroad, abbiamo dovuto fare un giro nell'asciugatrice per quanto eravamo bagnate.
Lì ho conosciuto due ragazzi (Elisa e Leonardo) che avrebbero fatto il test con me e abbiamo chiacchierato un po' prima di entrare nell'ufficio di A. per "affrontare" il test.
Nulla di TROPPO complicato, a parte il listening e le consegne ambigue (e chi l'aveva capito che con un ascolto bisogna rispondere a cinque domande?)
Comunque,alla fine, il tempo a disposizione era anche troppo e abbiamo consegnato prima del previsto (mi sono anche fregata la penna di Youabroad, luv u A.)
Sto ancora aspettando i risultati, spero sia andato bene!
Anyway mi sono divertita moltissimo alla fine, sopratutto durante il test con Elisa ahah
Non vedo l'ora di conoscere di persona gli altri exchange: dover parlare sempre per note vocali è frustrante e la voce registrata è qualcosa di orribile!!
Bene,a questo punto non so davvero cos'altro aggiungere quindi,seguendo la filosofia di Tamburino "se non sai cosa dire è meglio che non dici nulla", concludo qui il post per immergermi nell'affascinante studio della filosofia.
Adiosss people e alla prossima! 
Ps. Si, sono international.



 

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