#14 Dear diary

07:51 Ludovica De Joannon 0 Comments

Penso spesso all'America. 
E' un dato di fatto,una realtà oggettiva. Non posso negarlo né nasconderlo: è piuttosto palese quanto questa routine mi soffochi ogni giorno di più. E quando penso all'America e tutto ciò che si nasconde sotto il suo nome, è come se mi ritagliassi un angolino di libertà, dove posso perdermi tra fantasticherie e viaggi senza tempo.
Ultimamente le giornate si dipingono delle stesse sfumature. 
Nel cielo mattutino perlaceo è come se tutta la realtà rimanesse sospesa,in attesa di qualcosa.
Non il sole,certamente no. Sa che non si farà vedere dal momento che,senza dubbio, preferisce restarsene a poltrire dietro una spessa coltre di nubi. Cederà,invece,il suo posto a una pioggia incessante,insistente e deprimente il cui tocco, come lacrime sul viso, confonde l'intero paesaggio che parrà sciogliersi in cupi colori.
E così mi ritrovo con lo sguardo impigliato in una goccia sul vetro e con i pensieri che vagano per le assolate strade texane, circondate da campi gialli illuminati da un sole rovente.
Sento il suono di una chitarra e un motivetto country in lontananza, gente raccolta attorno a un falò con i volti seminascosti da vasti cappelli da cowboy. 
Posso vedere tutto questo semplicemente con la mia mente. Fare un salto di diecimila chilometri senza provare fatica. 
Non so ancora cosa mi aspetterà e non so come reagirò agli ostacoli che incontrerò durante questo percorso. So solo che,ora come ora, sento davvero il bisogno di andare, di partire. Mollare la cima e avventurarmi nell'ignoto. 
E, consapevole che per dieci mesi lascerò qui tutto ciò che ho costruito in sedici anni , vedo le cose in modo diverso, più sentimentale forse.
E' come se assorbissi ogni piccolo,minuscolo dettaglio: una risata liberatoria,un abbraccio accogliente, uno sguardo condiviso.
Dettagli ai quali non avevo mai dato quell'effettiva importanza che hanno. Momenti sui quali non mi ero mai veramente fermata a riflettere. Cose che, alla fine, davo per scontate.
Essere un exchange student ti cambia la vita da tutti i punti di vista,nessuno escluso.
E me ne sto accorgendo così, passo dopo passo, abbandonando "la certezza per l'incertezza".



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