#15 Focus on the future

07:55 Ludovica De Joannon 0 Comments

Un po' mi spaventa.
Il fatto di non poter prevedere quello che mi aspetta lì fuori, di non poter dare nemmeno una sbirciatina a un futuro che sembra tanto lontano quanto incredibilmente vicino.
A volte ho come la sensazione di avere delle certezze, delle convinzioni e delle passioni cui resterò sempre fedele, ma altrettanto spesso le sento vacillare e non posso far altro che continuare a interrogarmi nella speranza di ricevere una risposta concreta,sicura e definitiva.
Quando penso al futuro vedo solo immagini sfocate di una me un po' più grande, magari più matura che chissà come ci è arrivata fin lì.
 Mi piace immaginarmi su un aereo, con il passaporto pieno di timbri e la valigia colma di ricordi. Mi piace immaginarmi felice, circondata da persone che amo e con un lavoro che mi faccia svegliare ogni mattina con la voglia di dare il massimo.
Mi piace fantasticare su queste cose ma allo stesso tempo mi spaventa farlo.
E se non sarò all'altezza delle mie aspettative? Se fallirò dove mi ero posta di riuscire?
Sono tantissimi gli interrogativi che si annidano nella mia mente,specialmente in questi ultimi giorni.
Proprio ieri mi è capitato tra le mani l'opuscolo della Bocconi, nota Università italiana.
Leggendo le facoltà mi sono entusiasmata moltissimo, sopratutto per quelle in lingua inglese, ovvero quelle sulle quali sono orientata.
Ma non era di questo che volevo scrivere,no. Cerco semplicemente di riversare sulla carta (o in questo caso sullo schermo) tutte quelle parole che mi ronzano in testa e che non ho il coraggio di rivelare ad alta voce.
Scrivere è sempre stato un modo per mettermi alla prova, per indagare a fondo su quelle che sono le emozioni suscitate da uno scarabocchio di inchiostro su sfondo bianco.
In una vita precedente devo essere stata una penna, di quelle col calamaio e la piuma finale. Di quelle che,se usate per troppo tempo, protestano e graffiano la carta.
Quello di cui però ho bisogno,adesso, è un pò di ordine nella mia vita e magari qualche certezza. Chiedo forse troppo?
Non so dove sto conducendo questo discorso e mi rendo conto che questo post sia completamente (o quasi) privo di senso. Ma chissà,magari la Ludovica del domani,leggendolo, si stupirà di aver scritto queste parole e di aver provato sensazioni simili.
Ed è esattamente quello che mi auguro: che un giorno qualunque, di un qualsiasi anno in una qualsiasi parte del mondo, possa ridere di questo post ricordando di come, a sedici anni, tentassi di dare forma a un qualcosa che resterà sempre indefinito.


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