#18 Lo spirito del mare

10:19 Ludovica De Joannon 0 Comments

Questo blog nasce per dar voce a tutte quelle peripezie e a tutte quelle evoluzioni che caratterizzano il percorso di un exchange student nelle sue più delicate e incisive fasi ma, poiché nella vita bisogna avere anche quel pizzico (o quell'abbondante e generosa dose) di ribellione, spero non vi allarmino troppo queste mie piccole/grandi digressioni.
Lettrice accanita quale sono, proprio oggi ho finito di leggere un bel mattone di cinquecento pagine (in realtà si tratta di tre racconti uniti in un unico volume, ma detto così è meno clamoroso). Insomma, una serie di pagine e parole che mi hanno portato a riflettere sul valore ed il significato di questo grande punto interrogativo chiamato vita.
Nella mia piccola, minuscola, insignificante dimensione ho plasmato i concetti e le massime di questo libro meraviglioso (per gli interessati "Lo spirito del mare" di Sergio Bambarèn) all'esistenza che conduco (o meglio,trascino) ogni giorno tra i corridoi di scuola, luogo cruciale in cui si intersecano le aspirazioni dei molti studenti.
La scuola, che vi piaccia o meno, è quella seconda casa, solida nella sua funzione, che accompagnerà il nostro cambiamento nelle sue varie declinazioni: scuola materna, scuola elementare , scuola media e scuola superiore. Non ho incluso  l'università perché, più che come scuola, mi piace immaginarla come luogo di affermazione personale, in cui possono concretizzarsi e prendere forma tutte quelle specifiche ambizioni e quei particolari sogni che custodiamo dentro di noi nel trascorrere del tempo.
Un exchange student, a questo punto del programma, si troverà a metà di quel fatidico passo che lo porterà in un'altra dimensione, quella del lavoro, dell'indipendenza e delle vere responsabilità. Il terzo anno di Liceo, un paio d'anni fa, mi appariva come un miraggio lontano, un puntino irrilevante in quello che era il quadro di una dodicenne. Eppure eccomi qui, a un paio di mesi dalla fine, da quell'esclamazione liberatoria e appagante che esplode a giugno in tutte le classi: "è finita la scuola!!"
Se dovessi fare un bilancio di questi tre anni , sarebbe senza dubbio un bilancio positivo. Ci sono stati moltissimi successi personali (quelle piccole soddisfazioni che ti regalano emozioni immense) e ci sono stati altrettanti momenti difficili, in cui tutto appariva drasticamente irreparabile. E solo alla luce di una consapevolezza nuova, maturata anche dal fatto di essere diventata (non ancora del tutto, ma approssimativamente) un'exchange student, mi rendo conto di come quei momenti siano stati cruciali per la formazione della persona che sono ora, una persona, come è naturale che sia, completamente differente da ieri e dall'altro ieri, una persona che sta continuando a crescere e che non ha intenzione di smettere perché consapevole che nella vita non bisogna mai arrendersi. Arrendersi significa cedere alle pressioni di un mondo che viaggia, inevitabilmente, più veloce di noi singoli. Sta a noi, però, decidere se correre o meno, se arrivare al termine sfiniti ma con molte soddisfazioni, o arrivare riposati ma con parecchi rimpianti.
Ci hanno sempre detto che si vive una volta sola, che bisogna cogliere l'attimo, godersi ogni giorno come se fosse l'ultimo e far si che questo rappresenti sempre un nuovo inizio. Cose che sapevo,certo, ma che non avevo realmente capito. Il libro che ho letto recita "l'unico vero rischio nella vita è quello di non voler correre rischi". Una frase ripetuta spesso, da molti, e che rappresenta appieno quello che, in questo momento, sto capendo e assimilando con la modestia che deve accompagnarsi a una piccola diciassettenne che si affaccia,piano piano, a un mondo estremamente grande e variopinto.
Questa esperienza, non mi stancherò mai di dirlo, sta rivoluzionando ogni singola parte di me. Cambiano le prospettive, le aspirazioni, i sogni per il futuro, il modo in cui ci si pone alla vita e il modo in cui si interagisce con gli altri. Cambiano le responsabilità e le priorità, i progetti e le destinazioni. Cambia tutto,e non potrei esserne più felice.


"Non dovete mai scordare che si viene al mondo con il cuore pieno di sogni e l'obbligo morale di tradurli in realtà. Vi auguro di lasciare questo mondo portandovi dietro solo bei ricordi e sogni soddisfatti. E' bene essere consapevoli che è nel viaggio che risiede la vera felicità. Realizzate i vostri sogni, e rendetene sempre partecipi tutti quelli che amate, e anche quelli che non amate. A volte essere gentili è più importante che avere ragione.
Ho imparato che non importa quanto lunga sia la ricerca, ma quanto ci si senta bene nel compiere il proprio cammino. Il tempo è un'invenzione dell'uomo e i sogni sono senza tempo. Credere in qualcosa può farlo diventare realtà. Infrangete i muri di cristallo che vi circondano e dispiegate le ali per volare più in alto che potete. E se vi sentite troppo vicini all'abisso, non abbiate paura. E' soltanto arrivato il momento di far visita alle stelle".
                                                                            Vela bianca, Lo spirito del mare, Sergio Bambarèn.



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