#19 Lasciateci sognare

10:52 Ludovica De Joannon 1 Comments

Un flusso di gente che va e viene. Persone che camminano in tutte le direzioni,gli occhi sulla strada;  persone che stanno ferme, lo sguardo impigliato in una stella.
Vite differenti che si armonizzano nella contemplazione di un domani più o meno vicino, più o meno raggiungibile. Un domani che sa di speranza ma che non nasconde strascichi di disperazione, un domani che si riflette negli occhi di chi non può smettere di sognare.
Avete presente le iridi di un sognatore? Quelle sottili striature scintillanti che intrappolano frammenti sfuggevoli di una realtà imprevedibile?
Se si, vi sarete accorti di come quel paio d'occhi  riesca ad allacciarsi saldamente, ma allo stesso tempo in modo gentile, a voi, per trasportarvi in un mondo in cui tutto è possibile, dove l'utopia è certezza, la realtà rovesciata.
Adesso immaginate la forza e l'intensità dello sguardo di una dozzina di sognatori in calzamaglie e sorriso: gente con valigie colme di storie e lacrime di un funesto passato  che ha tentato di strappar loro le ali, talvolta riuscendoci.
Ragazze e ragazzi che, dal Brasile, sono entrati in punta di piedi nella mia piccola esistenza per lasciarvi impronte profonde e significative; segni che, semplicemente, non possono essere cancellati.
Uno spettacolo di danza, di musica, di tradizioni lontane che ha amplificato, nel silenzio delle parole non pronunciate, la voce di tutti quei giovani impegnati a raccontarci una,cento,mille storie differenti che si sono intersecate nella "Casa do menor", un luogo di accoglienza che ha dato loro la speranza per un domani, quel famoso domani, di cui tutti parlano.
Ballerini, attori, musicisti, acrobati cresciuti nella solitudine delle periferiche strade brasiliane, quei vicoli  dimenticati da tutti, in una società globale in cui non si tende la mano verso l'altro e non si osserva al di là del proprio io.

Uscire dai confini dell'America del sud, parlare di globalità e umanità, mi risulta quantomai essenziale per tentare di cucire lo strappo che ci tiene divisi, abbattere ogni esistente barriera  per avvicinarci a persone e popoli tanto diversi da noi da assomigliarci: il primo passo di un lungo cammino universale; un viaggio non soltanto materiale ma soprattuto interiore.
Questo spettacolo non solo mi ha emozionata profondamente ma ha saputo offrirmi moltissimi spunti di riflessione e altrettante aspettative per un futuro, sarà banale dirlo, migliore.

Se superare i limiti dell'indifferenza appare un'impresa straordinaria nella nostra evoluta società globale, è da folli alimentare la speranza di un unione, un'alleanza salda e profonda  tra i popoli?

Io, come tanti altri, voglio crederci:

lasciateci sognare.











1 commento:

  1. Ei Ciao sono una futura exchange negli USA! Ti aggiungo nella lista dei futuri exchange! ricambi? passa dal mio blog se ti va, grazie mille :)

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