#23 Camminare su un filo

15:29 Ludovica De Joannon 0 Comments

E’ come camminare su un filo.
Tra l’immensità della vita, tra le svariate, molteplici, intricate, confuse strade che si snodano in percorsi differenti, che si intersecano e si incrociano,  si sfiorano senza toccarsi mai, parallele e indivisibili tu,
tu, ne hai scelta una: la tua.
Hai inspirato profondamente, chiuso gli occhi, assaporato il sapore dell’avventura e della follia, ascoltato il timore e toccato la gioia, hai fatto il primo passo, oltrepassato quella linea che è inizio e traguardo,  lungo cammino; che è prima e dopo, ma soprattutto è durante.
Sottile è il filo sul quale ti avvii, soggetto al respiro del vento, delle parole, delle aspettative, di quel sogno che inizia a tracciare confini e allo stesso tempo ad abbatterli, a prendere vita con te e in te.
La paura di sbagliare c’è sempre.
 E’ lì, pronta ad affondare i suoi denti affilati nel tuo essere estremamente vulnerabile, a ricordarti quanto ancora devi camminare: tutta una vita davanti a te. Un viaggio che non finisce mai: tra paesi e culture, storie e persone, attimi ed emozioni. Il viaggio di una vita che è vita stessa: eterna e meravigliosa.
E vincerla, quella paura, beh non è scontato. È quello che stai cercando di imparare, in un modo o nell'altro, l’ostacolo che incontri lungo il percorso e che ti sbarra la strada, il grande interrogativo che ti poni prima di fare un qualsiasi passo, una qualsiasi scelta. O forse, al contrario, stai coraggiosamente imparando a darle il giusto valore. Perché la paura di sbagliare è necessaria nel momento in cui decidi di metterti in gioco, alla prova, in dubbio. Ciò che ti rende vero, presente e vivo. Umano.
La paura di sbagliare c’è sempre e si tinge di sfumature variabili, si veste di illusione e fantasia, di realismo e concretezza. Sempre diversa eppure sempre uguale a se stessa.

Ed è così che mi sento io: in precario equilibrio su un filo sospeso a metà tra cielo e terra, infinito e realtà. E da qui, a questa altezza indefinita, ho doppiamente paura: guardando in basso, paura di fare un passo falso e precipitare in quel baratro che è banale quotidianità, dominio della ragione sull'emozione, opinione che opprime il sogno; contemplando le stelle, invece, paura di volare in alto, lontano dalle certezze e dalle persone in cui ho sempre creduto, come una lanterna cinese in una notte d’agosto… distante, puntino nell'infinità del cielo, vago ricordo, persa nell'immenso. 

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