#23 Al mio 3ºB

15:20 Ludovica De Joannon 0 Comments

Amici miei,
capiamo il valore delle cose solo quando siamo a un passo dal separarcene.  Se in questa notte di giugno potessi  infondere nelle mie parole un impercettibile pizzico delle emozioni che mi avete regalato, lo farei: me ne starei qui,  protetta dal mantello della notte, accarezzata dal sospiro lieve di una brezza estiva, a tentare di versare su un foglio bianco quell’immenso che ho dentro e che non conosce voce, linguaggio, modo di esprimersi. Potrei stare una vita intera davanti a quel foglio e, senza scrivervi nulla, vedervi i nostri visi sempre toccati dal tempo, protagonisti di una perpetua metamorfosi che tutto cambia e tutto lascia invariato. Vedrei  palpebre chiudersi  e riaprirsi, capelli crescere ed essere tagliati,  bocche aprirsi in sorrisi e richiudersi,  mani stringersi per suggellare un patto, sciogliersi e romperlo. Vi vedrei la vita, incessante nel suo scorrere: incerta davanti a un bivio, scoraggiata di fronte un vicolo cieco, non del tutto consapevole della direzione da seguire. E quando ogni sfumatura avrà trovato il suo posto nel quadro infinito dei ricordi, allora, dentro di me, riecheggerà una parola, una sola, tra tutte. Sincera, profonda, immensa, infinita parola: grazie.

Grazie per questi tre anni di vita intensa, di giovinezza spensierata e dubbi esistenziali, di progetti che sanno di utopia e sogni senza tempo, di risate e soddisfazioni, di cadute e fallimenti, traguardi raggiunti, occhi stanchi alle otto di mattina, posti visitati, notti senza sonno, giorni di pioggia e giorni di sole. Grazie per avermi fatta sentire parte di una grandissima famiglia in cui ognuno ha trovato il suo ruolo, per avermi fatto vivere momenti indimenticabili regalandomi istanti che verranno tramandati in sussurri e storie incredibili, aneddoti divertenti e racconti di un passato che sempre sarà presente, futuro. Non potrei dirvi altro se non grazie, di cuore, perché non dimenticherò mai quello che siamo riusciti a costruire insieme, con difficoltà ma sempre voglia di sorridere. Custodirò ogni singolo giorno di questi tre anni come un prezioso gioiello dal valore inestimabile. E l’anno prossimo, quando un oceano ci separerà e nemmeno il tempo ci tenderà la mano, ricorderò sempre, sempre, l’ultimo giorno da terzi liceali: quando ho sentito suonare per me e battere le mani, percepito il vostro affetto negli abbracci e realizzato il mio nelle lacrime, quando avrei voluto dirvi tantissime cose ma alla fine non ho trovato le parole…

Amici miei,

indivisibili, ineguagliabili, irripetibili, insuperabili. Abbiamo così tanto da vivere che il futuro può far paura ma se c’è una cosa, una singola cosa che mi sento di dire io, nel mio piccolo, è questa:
che il coraggio di seguire i nostri sogni non ci abbandoni mai, nemmeno nei momenti più bui e che la speranza, come un faro in mezzo al mare, possa sempre indicarci la strada da percorrere semmai perdessimo l’orientamento. E sicuramente, il prossimo anno, parte di quella luce sarete proprio voi, il mio primo, secondo, terzo, quarto, quinto B che sempre porterò con me e mai lascerò completamente andare.  
Grazie.

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