#27 Volo - primi giorni

13:48 Ludovica De Joannon 0 Comments


28 luglio 2015
29F. Fila centrale. Dei tre posti, quello a destra. Intorno, emozioni. C'è chi si commuove guardando un film con Julia Roberts, e chi chiude gli occhi per vivere l'istante, chi alza il volume della musica e chi guarda fuori dal finestrino, rincorrendo una nuvola, un raggio di sole, il ricordo di un momento speciale. C'è chi non aspetta altro che il carrello con il cibo, e chi si entusiasma del televisori trapiantati sul sedile. Sposto lo sguardo e mi accorgo che Il meraviglioso è nell'intreccio di storie, di vita e percorsi diversi, in questo volo diretto dall'altra parte dell'oceano. Ognuno con la propria valigia, il proprio passato, i propri obiettivi, la propria storia da scrivere, da vivere. Mondi diversi, lingue che si intersecano nel linguaggio umano del muoversi, del viaggiare fisicamente e spiritualmente verso una meta che non è meramente terra e confini ma specchio del proprio pensare, proiezione del sognare su uno sfondo sempre differente, in continuo cambiamento. E cosi ci si ritrova tutti sullo stesso volo. Un amico alla mia destra i cui pensieri sono tutti rivolti a una ragazza Un ragazzo sulla sinistra che gioca a poker da almeno tre ore. La signora che guardando il film "Mangia prega ama" appoggia il viso sulla mano, completamente assorta in un dialogo che mi sfugge. Sulle mia gambe una copertina azzurra. Sulle mie spalle uno sciarpone rosso. Accanto a me un libro che parla di felicità. Nello zaino svariate medicine per il mal di gola. Come mi sento ora? Non è facile trovare le che parole. È diffide descrivere un insieme di emozioni quando queste ti confondono, ti accendono e poi ti spengono e ancora, ancora, ancora. Non credo di aver ancora realizzato tutto quello che sto vivendo.

30 luglio 2015
22A. Alla mia sinistra: un finestrino. L'acqua pare colare sul vetro, liscia, delicata, incessante. Fuori piove e per questo l'aereo è fermo da quarantacinque minuti. Dobbiamo aspettare che il tempo migliori e non ho molto da fare. Ho messo su le cuffiette: musica e foto. E così, mentre guardo queste lacrime di pioggia, rivivo tutti i momenti vissuti qui, a New Tork, la città che non dorme mai. Sarei banale se dicessi che sono stati tre giorni indimenticabili, ma allo stesso tempo sarei sincera quindi lo dico: sono stati tre giorni indimenticabili. Ho conosciuto persone meravigliose, rafforzato legami che avevo già stretto, scambiato idee e opinioni con ragazzi provenienti da tutto il mondo. Spagna, Germania,Brasile, Tailandia... Ogni minuto è stata una scoperta unica. Ho vissuto New York per un pomeriggio e mi è bastato per innamorarmi della cortesia delle persone, dell'accento americano, dei grattacieli che vogliono sfidare il cielo, dei mattoncini rossi e le scale di emergenza fuori dai palazzi, del chiacchiericcio della guida con la maglia rossa, della vista mozzafiato dall'empire, della maestosità della statua della libertà e del vento che soffiava sulla barca. New York è una scoperta continua, un insieme di dettagli che sa renderla meravigliosa agli occhi di chiunque. Ci tornerò, questa è una certezza. Non so quando, non so per quanto tempo, se da sola, con la mia famiglia o con amici, se per studiare o per viaggiare. L'unica cosa di cui sono sicura è che i miei occhi torneranno ad ammirarla, i miei piedi ad attraversarla e il mio cuore a battere al suo ritmo. Mentre scrivo la situazione fuori è peggiorata. La pioggerellina leggera si abbatte ora con violenza sul vetro e il ritardo è diventato di un'ora, ho avuto un momento di ansia, una lacrima si è mischiata alla pioggia. Il comandante dice che cambieremo rotta per non imbatterci nella tempesta e impiegheremo più tempo. Intanto li delle persone meravigliose mi stanno aspettando e questo mi rende ancora più ansiosa. Dovrei calmarmi. Inspirare ed espirare. È nei momenti difficili che si vede la forza di una persona e quest'anno sarà una prova continua, di questo sono certa. Continuo a scrivere questa nota sul telefono per non farmi prendere dal panico. Ormai da quattro ore sono ferma su questo aereo e non potrei essere più in ansia. I miei vicini (una coppia) sono delle persone meravigliose, stiamo chiacchierando e stanno tentando i rassicurarmi. Mi hanno preso dell'acqua e mi hanno detto che non mi lasceranno sola nemmeno quando arriveremo a Dallas. Ho paura, davvero. Ho paura, davvero. Vorrei piangere ma non lo faccio, devo essere forte, superare questo ostacolo. Per la prima volta la pioggia mi è nemica. Ce la devo fare. Finalmente siamo decollati. Guardo fuori dal finestrino e il cielo è sereno, guardo dentro di me e sono serena. È incedibile come quando si è soli si smetta di dipendere dalle persone... Me ne sto accorgendo ora dopo ora. sola, rotta aerea Newark-Dallas-Forth Worth, seduta su un seggiolino di pelle blu affianco al finestrino. Fuori piove: piangi. Fuori c'è il sole: sorridi. Le lacrime si mischiano alla pioggia e la luce dei sorrisi al bagliore del sole. Le nuvole sparse qua e là, batuffoli bianchi nell'immenso blu, dipingono il panorama con leggerezza e mi permettono di guardare giù, puntini di case, ritagli di prati. Come mi sento? Forte. Non so come descrivere questa sensazione, questo modo i vedersi. Se state vivendo quello che sto vivendo io in questo momento capirete sicuramente. Mi sento forte perché lo sto facendo davvero, perché mi sento felice, entusiasta, perché sto imparando a gestire le mie emozioni, ad aprirmi agli altri, a non preoccupami troppo di quello che la gente possa pensare sul mio conto. Questi tre giorni a New York sono stati fondamentali, mi hanno impercettibilmente cambiata, preparata a vivere un'esperienza unica,  irripetibile, straordinaria. Sento davvero che posso farcela, sono certa che  sarà bellissimo.

7 agosto 2015

E questo è stato il mio volo fin qui, in Texas. Sono ormai passati otto giorni e soltanto ora trovo il tempo per fare quello che più mi piace: scrivere, condividere. Non è facile qui, è più dura di quanto pensassi. Mi manca la mia vecchia vita, la mia famiglia, i miei amici, la mia casa, le abitudini che avevo, i gesti quotidiani… mi sto ambientando, piano piano, gradualmente e vado avanti con la certezza che andrà meglio perché ho bisogno di pensare positivo, di essere solare come sempre anche se la maggior parte delle volte vorrei mettermi a piangere. Sto cercando di non pensare troppo, di aprire la mente, di accettare i loro modi di fare anche se vanno contro i miei principi. Sto crescendo, minuto dopo minuto, lacrima dopo lacrima. Avevo sottovalutato moltissime cose quando mi trovavo in Italia e mi rendo conto di essere stata superficiale. Il più delle volte, quando penso ai dieci mesi che mi aspettano, mi sento triste, debole, non abbastanza forte per affrontare questa sfida, ma stringo i denti e vado avanti perché questo è il mio sogno americano, che un po’ spaventa, un po’ stanca e che, in fin dei conti, mi emoziona.

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