#34 Even your coldest winter, happens for the best of reasons

19:53 Ludovica De Joannon 4 Comments

È arrivato in un martedì dal cielo invernale e polveroso, respirando sulle chiome rossastre degli aceri una melodia impercettibile dagli echi nostalgici, un canto malinconico scritto in scala minore.

Nel silenzio sottile delle prime ore del giorno, mentre il paesaggio sfilava muto fuori dal finestrino, ho chiuso gli occhi, cercando dentro di me la magia che ogni nuovo inizio porta sempre con se. 

Ma dicembre è un mese complicato. Complicato perché nelle sfumature della sua alba si avvertono già i toni del tramonto, in una combinazione insolita di inizio e fine, felicità e tristezza. 

Quel mix che ho ormai imparato a riconoscere nei mesi vissuti qui, nella solitudine di questo paesino texano, lo stesso che ha saputo darmi nuovi spunti, farmi sorridere per le piccole cose e rimpiangerne altre con le lacrime agli occhi. Ma in questi giorni i contrasti interiori si sono accentuati e alla domanda "come stai?" non saprei trovare una risposta che corrisponda al vero, parole abbastanza intense da esprimere la forza di queste emozioni da cui vengo costantemente travolta. In questo mese di luci e candele profumate,mani congelate e sospiri sospesi nel freddo mattutino, pensare a tutta la strada che ho fatto per arrivare fin qui mi lascia uno strano senso di stanchezza addosso, e la sensazione che se dovessi ricominciare, forse non sarei in grado di sopportare un'altra volta certi momenti, certe giornate, certi pensieri che hanno attraversato la mia mente da agosto fino ad oggi.

Sarà quella stanchezza che si avverte alla fine di una lunga giornata, la monotonia di una quotidianità che ho ormai costruito e in cui spesso mi ritrovo da sola, il non riuscire a riconoscersi, il mancarsi...

Sarà  che il minestrone in scatola ha sostituito quello di papà, o quel momento in cui la mia sorella ospitante abbraccia la madre all'improvviso e mi ritrovo a desiderare di poter fare lo stesso con la mia, che cinque mesi sono lunghi e che,nonostante questo, non ci si abitua mai a una mancanza, a un'assenza. 

Saranno i messaggi che i miei amici si mandano, e quel senso di lontananza che mi pervade quando penso a cosa avrei risposto se adesso non mi trovassi qui; sarà il non poter passeggiare in un banalissimo venerdì pomeriggio e fermarsi a prendere una cioccolata calda quando mamma stacca da lavoro, il sentirsi ancora a disagio quando apro il frigo, il rileggere vecchie conversazioni con mia sorella, il "posso andare a dormire da Chiara?" e il "chi mi porta a pianoforte oggi?" 

Dicembre è un mese complicato.

E’ svegliarsi alle cinque di mattina e camminare su un tappeto di foglie nel buio che avvolge il porticciolo di casa, stringersi nel cappotto e guardare le stelle che brillano come lucciole nel cielo.  È mandare un buongiorno e chiedersi come staranno trascorrendo quella giornata in Italia, è controllare il meteo di due posti distanti un oceano, guardare l’orologio e automaticamente aggiungere sette ore, contare i giorni che mancano alle vacanze, maledire l’ennesima buca e il caffè che minaccia di rovesciarsi sul sedile della macchina. 

Ma dicembre è anche avere un vero abete in salotto o una calza con la propria iniziale appesa al camino,  è un pacco sul mobile della cucina in attesa di essere spedito e le lettere e e i libri e le parole lette alla luce del fuoco. È respirare amore, gioia, gratitudine. È saper perdonarsi e saper perdonare. È piangere perché in fondo casa ti manca, ed è asciugarsi le lacrime perché in fondo a casa ci sei già. È capire chi sei, e chiedersi chi sarai tra una manciata di secondi. È svegliarsi col sorriso e addormentarsi con le lacrime. È ricevere un abbraccio dalla tua mamma ospitante in una domenica dai pensieri tristi ed è sapere che nonostante tutto un modo per rialzarsi c'è sempre. 
Dicembre è tante cose, persone, esperienze e promesse, ma sopratutto, e in modo estremamente profondo, è tante, infinite, meravigliose emozioni. 


Travel isn’t always pretty. It isn’t always comfortable. Sometimes it hurts, it even breaks your heart. But that’s okay. The journey changes you; it should change you. It leaves marks on your memory, on your consciousness, on your heart, and on your body. You take something with you. Hopefully, you leave something good behind.

Anthony Bourdai



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